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Citarelli R.& Goffredo R. S.AS.

Ragione Sociale: Citarelli R.& Goffredo R. S.AS.
P.Iva: 03751230636
Responsabile: Goffredo Raffaele
Indirizzo: via E.Capocci 17/19 80133 Napoli http://www.citarelliforniture.com Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Tel: +39 0815630641
Fax: +39 0815637918
Descrizione: La ditta Citarelli R. & Goffredo R. S.a.s. nasce nel 1960 come ditta Ammendola,  commercianti  di orologi in Piazzetta degli Orefici.   Col trascorrere degli anni gli eredi si specializzano nel commercio di forniture ed attrezzi per orologiai aggiungendovi poi negli anni '90 le forniture e le attrezzature per gli orafi. Un'enorme esperienza di oltre 40 anni di attenzione alle esigenze in continua evoluzione dei Clienti è il segreto del grande successo.Ancora oggi in  Piazzetta degli Orefici la ditta Citarelli & Goffredo si pregia di accogliere la propria clientela in questo Borgo le cui origini risalgono addirittura all'epoca medievale quando le prime botteghe di artigiani iniziarono lentamente e gradualmente a popolare questa "striscia" di territorio posto, allora, ai piedi di  Neapolis e sotto la collina di Monterone (o di S. Marcellino), dovè era l'Insula del Salvatore  e dovè ancora oggi.
Con gli Angioini si ebbero le prime "ufficializzazioni", in particolare con Carlo II  d'Angià sotto il cui regno le organizzazioni artigiane si svilupparono e si consolidarono, unendosi, a seconda delle arti, in zone precise della città, che da esse prendevano il nome come accadde, appunto, per la piazza degli Orefici ed altre vie attigue.
Orefici ed argentieri presero possesso della contrada di S. Eligio (protettore degli orefici) ed i primi ebbero quasi certamente un preciso statuto al tempo di Carlo II d'Angià e, comunque, di certo dalla regina Giovanna I.
Agli Orefici napoletani si unirono quelli venuti dalla Francia.
Oggi il Borgo degli Orefici è delineato tra il Corso Umberto e via Marina e tra via Duomo e la chiesa di S. Pietro a Fusariello (con l'omonima via riportata ancora nella pianta dello Schiavoni del 1877), detta così dagli acquari o fusari che esistevano intorno a detta zona, dove in epoca medievale si trasferirono pure i conciatori di cuoio, prima nella platea di Pistaso (S. Biagio dei Librari) che in epoca borbonica furono definitivamente trasferiti al Ponte della Maddalena, oltre il Borgo di Loreto, per questioni di �inquinamento ambientale (dando così inizio alla zona industriale di Napoli).
Ricordiamo che il Capasso parla di un "Burnus Morticini" che, in parte, tra S.Eligio al Mercato e S.Pietro Martire, corrispondeva al Borgo degli Orefici che si avrà in seguito; l'epoca riferita è la fine del XIII secolo. 

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