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Il Borgo Orefici ambasciatore in Siria della cultura orafa del Mediterraneo

 Il Borgo Orefici ambasciatore in Siria della cultura orafa del Mediterraneo
Nella suggestiva cornice del Museo Nazionale di Damasco il giorno 29 ottobre alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Siria Francesco Cerulli è stata inaugurata la mostra “Un Mare di gioielli”. L’esposizione, organizzata dal Consorzio Antico Borgo Orefici, l’Istituto Italiano di Cultura in Damasco, il Museo Archeologico di Napoli e la Direzione Generale dei Musei Siriani nell’ambito della “Settimana della cultura italiana nel mondo” resterà aperta fino al prossimo 16 novembre.
La mostra, racchiude 150 gioielli realizzati dagli artigiani del Borgo Orefici, e rappresenta un excursus storico artistico della migliore tradizione partenopea che parte dalle riproduzioni dei gioielli archeologici presenti nel Museo Nazionale di Napoli, coordinate dagli studiosi della soprintendenza dott.sse Luisa Melillo e Teresa Giove dirette dalla Soprintendente dott.ssa Maria Luisa  Nava,    e arriva alle attualizzazioni dei gioielli borbonici, la cui cura scientifica è stata affidata alla dott.ssa Nicoletta d’Arbitrio. “Il nome della mostra trae spunto dalla funzione che ha avuto il Mare Mediterraneo per lo scambio di esperienze, culture, tecniche di lavorazioni ed è significativo che si sia scelta come location la Siria che ha rappresentato la culla della cultura mediterranea” ha dichiarato la dott.ssa Nava che ha fortemente voluto l’evento facendo realizzare, per l’occasione, dall’Archivio dell’Arte del fotografo Luciano Pedicini, 14 suggestive riproduzioni fotografiche di opere d’arte del MANN, che hanno impreziosito l’allestimento delle sale dell’esposizione, curato da Roberto Martinelli.
Sono inoltre esposti, per la prima volta, i gioielli ritrovati negli scavi di Ebla, Ugarit e dei maggiori siti archeologici siriani.
La mostra è stata inaugurata alla presenza della sig.ra Asmaa Al-Assad, moglie del Presidente Bashār al-Asad, che ha ricevuto in dono dalla dott.ssa Gabriella Fortunato, direttrice dell’Istituto Italiano di cultura in Damasco, una preziosa “bulla”,  numero 1 di una serie limitata di soli 100 esemplari, riproduzioni fedeli degli originali presenti nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli
“Aurea Venus”  è la linea di gioielli nata dopo due anni di lavoro tra gli studiosi della Soprintendenza Archeologica e gli artigiani del Consorzio presieduto da Roberto de Laurentiis, il quale ha evidenziato che “per la prima volta, è stata realizzata una linea consortile, il cui valore è ancora maggiore per  il lavoro di recupero, operato dai maestri del consorzio, delle antiche tecniche di lavorazione del nostro territorio usate  dagli “artifices di Pompei”.
La linea, visibile su www.aureavenus.com sarà commercializzata a partire dalla metà del prossimo mese di novembre dalla Antico Borgo Orefici Service s.r.l., società di commercializzazione del Consorzio presieduta da Carmen De Marco.
Il Consorzio Antico Borgo Orefici, che raggruppa 100 aziende del settore orafo che operano all’interno dello storico quartiere nel Centro di Napoli, ha avviato un’attività volta alla valorizzazione del patrimonio culturale della produzione orafa campana attraverso un accordo stipulato con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta attraverso lo studio delle tecniche di lavorazione dei gioielli nell’antichità per ritrovare i principi di identità comune di tali produzioni.
Ed è proprio nell’ambito della ricostruzione di tale matrice che la Soprintendenza e il Consorzio hanno intrapreso  uno studio sugli Ori del Mediterraneo attivando una serie di interscambi con i Paesi della Riva Sud.
Tale progetto ha avuto inizio con la Direzione Generale dei Musei Siriani, che ha accolto la realizzazione della mostra “Un Mare di gioielli” all’interno del Museo Nazionale di Damasco, grazie all’azione di coordinamento dell’Istituto Italiano di cultura in Siria.
“Essa rappresenta il primo passo verso uno scambio significativo di studi, ricerche e buone prassi che devono essere rivolte alla ricostruzione delle radici culturali comuni dell’Italia con i Paesi del Mediterraneo”  ha dichiarato la dott.ssa Gabriella Fortunato.
L’ipotesi di lavoro verte infatti sulla possibilità di studiare la produzione assiro-babilonese ed ittita, al fine di attivare un recupero delle tecniche di lavorazione e trasferire in Siria le “best practices” realizzate con il Piano di recupero di Borgo Orefici e dell’arte orafa napoletana.
“La città di Napoli, crocevia nei secoli di culture diverse mantiene infatti in questo borgo unico al mondo a ridosso del Porto, ancora intatte le radici di antichi e lontani saperi e si candida a diventare laboratorio di studi e ricerche per tutta l’area del Mediterraneo” ha dichiarato Fabrizio Monticelli, coordinatore del Consorzio Antico Borgo Orefici .

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