Il Quartiere Pendino è il luogo in cui circa settecento anni fa si stabilirono gli orefici napoletani insediando le loro botteghe artigiane. Il Borgo egli Orefici fa parte del quartiere Mercato-Pendino ed occupa un'area compresa tra il mare ed il percorso meridionale delle mura greco-romane. La denominazione Pendino deriva dal latino "pendere". Più precisamente i pendini erano le strade in discesa che conducevano dalla collina al mare. Nella zona, da sempre utilizzata per attività commerciali, dal Medioevo in poi l'arte orafa si ritagliò un suo spazio, tanto che alla metà del 14° secolo nacque la Corporazione degli Orafi cui Giovanna I d'Angiò diede il suo riconoscimento ufficiale. I primi maestri orafi furono quasi tutti francesi venuti al seguito degli Angioini, ma ben presto ad essi si affiancarono artigiani locali che nel giro di poco tempo soppiantarono del tutto la matrice d'Oltralpe, dando vita ad una scuola napoletana conosciuta in tutta Europa fino alla caduta del Regno di Napoli. Alla fine del 17° secolo il vicerè Marchese del Carpio assegnò alla corporazione l'area che ancora oggi è chiamata "degli Orefici" stabilendo che solo al suo interno si potesse esercitare il mestiere di orafo.
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