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Conclusa la prima fase del piano di sviluppo concretizzatasi nella riqualificazione urbana dell’area, si è dato avvio alla seconda fase del piano. Tale fase di sviluppo del Borgo è improntata alla attuazione della mission del borgo, delle strategie per un attrattore commerciale, artigianale, turistico e culturale, operazione estremamente complessa vista la quantità di variabili indipendenti dalla politica attuata dal Consorzio. La politica perseguita negli ultimi anni in relazione all’incentivazione della nascita di megacentri commerciali nella Provincia di Napoli ha infatti portato ad un progressivo depauperamento dei centri commerciali naturali della città di Napoli. Tale processo è ancora più grave per il Centro Storico per le problematiche connesse alla raggiungibilità e alla sosta. Nell’intero Centro storico si è assistito ad una progressiva chiusura dei laboratori artigiani e dei negozi storici a favore di fast food e di negozi di dubbia provenienza. L’abbandono delle aziende storiche ha prodotto una perdita del patrimonio di identità del territorio e con ciò il montare di un imbarbarimento dei territori che ha condotto a sempre crescenti fenomeni di criminalità e di impoverimento turistico commerciale. Fortunatamente sembra che sia cambiato qualcosa. Infatti la programmazione della Regione Campania per il 2007-2013 pone attenzione alla salvaguardia dei Centri commerciali naturali nell’ambito dei centri storici con particolare attenzione al Centro Storico di Napoli dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il Consorzio sono dieci anni che lavora per la difesa del proprio territorio e delle proprie aziende artigiane e commerciali. Sono stati anni durissimi su cui hanno inciso difficoltà enormi quali: l’ingresso dell’euro con il progressivo impoverimento delle famiglie, la creazione di nuovi centri come Oromare e il Polo della Qualità che hanno causato ulteriori fughe dall’area, la ridotta competitività della Città in generale che con la continua nascita di centri commerciali ha spinto i clienti storici della provincia a non scendere più al borgo anche in considerazione della difficoltà di raggiungimento e di sosta nonché della preoccupazione per la recrudescenza di fenomeni di micro e macrocriminalità. Tale situazione unita al progressivo abbandono dell’area di Piazza Mercato che con Borgo Orefici costituisce da sempre un unicum per gli acquisti legati alle cerimonie, ha messo in ginocchio le nostre aziende. Il consorzio ha tuttavia fortemente mantenuto viva la speranza di coloro che non volevano lasciarlo lavorando incessantemente per la risoluzione delle problematiche interne ed esterne. Il Consorzio infatti opera su spazi pubblici in cui la sua possibilità di incidere sulla crescita dell’area è data solo dalla forza con cui riesce ad interloquire con le istituzioni e non dalla possibilità di poterne disporre come un bene proprio, con variabili di tutti i tipi, urbanistiche, di traffico, di parcheggio, “ambientali”, di rapporti con i residenti, e così via. In dieci anni ha lavorato con una interlocuzione continuativa e fattiva con l’Amministrazione Comunale finalizzata la superamento di tutte le problematiche territoriali collegate all’attuazione del Piano di recupero. Nel frattempo ha costruito un Piano di azione tenendo presente i seguenti punti basilari: - Piano di recupero urbanistico - Piano di sviluppo commerciale - Piano di salvaguardia dell’artigianato Nell’impossibilità di poter presentare il borgo ristrutturato in questi anni il consorzio ha lavorato ad una serie di azioni di sistema fondamentali per il mantenimento dell’area e delle attività commerciali. Il Progetto di recupero urbanistico Nel 2008 sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione del Borgo e di ristrutturazione delle botteghe e dei negozi del borgo. Al fine di rendere possibile uno sviluppo reale del borgo il Consorzio ha iniziato negli ultimi anni un’attività di dialogo con le istituzioni private e pubbliche per la realizzazione di un Piano integrato di interventi del waterfront, del Porto e dell’Area di Piazza Mercato. A tal fine sono stati infatti definiti i seguenti protocolli: Anno 2002: Sono stati sottoscritti Protocolli d’intesa con il Polo delle Scienze Umane e Sociali dell'Università Federico II di Napoli e l’Università L’Orientale, Università con sede nella zona degli Orefici per la definizione di un piano organico di sviluppo della zona. Anno 2003: Nell’ambito delle intese con la Pubblica amministrazione, la Provincia di Napoli, con Delibera Consiliare n. 75 del 25/06/03, ha aderito al consorzio, in qualità di Consorziato Sostenitore. Anno 2006: è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa con la RVM s.p.a. per la definizione di un Piano di Sviluppo urbanistico dell’Area degli Orefici e del Water Front. Anno 2007: è stato formalizzato un protocollo d’intesa con il Consorzio Antiche botteghe tessili Piazza Mercato per il recupero dell’area tra via Duomo e Sant’Eligio. Anno 2009: nell’ambito del Grande Programma del Centro Storico di Napoli Patrimonio dell’UNESCO sono state presentate al Comune di Napoli le Manifestazione di interesse per la realizzazione delle seguenti proposte progettuali: - recupero delle emergenze architettoniche presenti sul waterfront - realizzazione di un Palazzo per l’accoglienza al turista e per il centro servizi del consorzio - realizzazione di un albergo La posizione baricentrica del Borgo rispetto al Porto di Napoli, al Centro storico ed alle principali vie di trasporto e comunicazione ne fa la location ideale per la creazione di una base logistica per lo sviluppo dell'intero Centro Storico. Basti pensare che dal 2008 è stato trasferito al Varco duomo l’attracco di tutti i traghetti per le isole minori e maggiori, se non all’incremento di navi da crociere nel Porto di Napoli E' stato creato un team di lavoro che sta mettendo a sistema i fabbisogni espressi e non espressi dal territorio in un quadro di azioni ed interventi sostenibili nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Il progetto si articola in uno studio che ha l'obiettivo di definire un modello gestionale del Borgo attraverso la sperimentazione di una rete di servizi turistici e di accoglienza da parte del Consorzio. Ciò che si vuole ottenere è non lasciare al caso la possibilità di crescita dell'area, ma costruirla con una forte condivisione degli artigiani, dei commercianti e dei residenti. Infatti il Borgo non può rappresentare un vero attrattore se non si pongono le basi per un inserimento all'interno del più ampio piano di recupero della città bassa con Piazza Mercato e con la definizione di un progetto d'integrazione con il Porto di Napoli, con la definizione di vie di accesso ai Decumani secondo tre direttrici di base (Via Duomo, Via Saverio Baldacchini/Via Grande Archivio, Via Porta di Massa/Via Mezzocannone) da integrare con altri spazi di rilevanza quali Piazzetta Portanova. Per fare ciò la prima azione è stato il lancio di un concorso di idee dedicato agli architetti che rappresenta un tentativo di dare voce a quante più soggetti possibili attraverso interpretazioni e letture del territorio anche sostanzialmente diverse tra loro. Il concorso ha avuto per oggetto: 1. La progettazione di elementi che possano divenire identificativi dei limiti storici del borgo e caratterizzanti dei principali nodi viari dell'antico borgo così da invitare a percorrerlo sia per le specifiche caratteristiche commerciali, sia per le sue attuali peculiarità. 2. La progettazione di elementi atti a strutturare una comunicazione integrata realizzata attraverso segnaletica, pannelli informativi, totem multimediali. Il concorso scaduto il 3 dicembre 2007 è stato pubblicato sul sito del Consorzio Antico Borgo Orefici www.borgorefici.it. Ed ha visto la partecipazione di 13 studi di architettura che hanno dimostrato oltre a grande professionalità, un grande amore per la nostra città. Tale progetto insieme con la nuova segnaletica attivata consentirà un utilizzo corretto delle strade, delle aree pedonali e delle aree di sosta. L’utilizzo corretto delle aree pedonali con interdizione al transito ed alla sosta di motocicli darà la possibilità di utilizzare in modo organico gli spazi per eventi quali mercati tematici periodici che divengano oggetto di un calendario annuale, nonché della possibilità di un’occupazione del suolo pubblico per bar e ristoranti secondo criteri di decoro e qualità. Il Consorzio come già detto sta anche lavorando con il consorzio Piazza Mercato, che raggruppa le principali aziende tessili della zona per la definizione di un piano di recupero dell’area che va da via Duomo a Sant’Eligio. Tale progetto nasce da una serie di valutazioni: 1. La messa in funzione dell’incubatore d’imprese orafe che nascerà all’interno del complesso di Sant’Eligio al Mercato. L’incubatore, insieme alla creazione della scuola orafa ed ai progetti per il lancio delle linee consortili, è un elemento strategico per il ripopolamento delle imprese artigiane di borgo orefici. In tale struttura saranno incubate 10 imprese artigiane neonate per essere accompagnate nei primi 3/5 anni di vita in un ambiente protetto in cui si può favorire lo sviluppo di nuovi prodotti artigianali legati alla tradizione orafa napoletana e non. Per tale motivo non è pensabile che l’incubatore rimanga in una zona degradata e pericolosa. 2. Il Consorzio ritiene che lo sviluppo turistico del Borgo orefici sia strettamente collegato ad una serie di direttrici di cui una è il circuito delle chiese della città bassa a partire dal Carmine, passando per Santa Croce al Mercato, Sant’Eligio, San Giovanni a Mare, San Giovanni in Corte e la Chiesa di porto Salvo. Per fare ciò si è attivata una intensa collaborazione con il Distretto culturale di Via Duomo che sia per i percorsi sacri (Duomo, Museo Diocesano, Monte di Pietà), sia per l’arte sacra che ancora ne determina un elemento vitale e caratterizzante, rappresenta un forte elemento di integrazione territoriale anche in relazione al fatto che le maggiori opere presenti in tali attrattori sono state realizzate nei secoli dagli argentieri e dagli orefici del Borgo. Per poter passare dall’itinerario al pacchetto turistico è necessario che l’Area del Mercato sia in sicurezza. 3. La ferma determinazione dei tessili di salvaguardare le aziende storiche che lavorano nell’area con la creazione del Consorzio Antiche Botteghe Tessili 4. La considerazione che l’area del Mercato e di Borgo orefici hanno nei secoli rappresentato e tuttora rappresentano un unicum architettonico, culturale e commerciale in relazione alla loro vocazione di centro commerciale per tutto ciò che è legato alle cerimonie (dal gioiello, al corredo, all’abito da sposa, etc.) e che per poter recuperare il flusso dei clienti della città e della provincia di Napoli, oltre a creare le condizioni per la sosta e per la raggiungibilità dell’area, bisogna creare le condizioni per il rilancio commerciale dell’area come Polo delle cerimonie. Come si può notare il consorzio sta diventando punto di riferimento per il dialogo tra i soggetti che agiscono sul territorio, modello di “poter fare”. La sfida che il Consorzio sta conducendo è l’attivazione di una rete di soggetti attivi sul Centro Storico, ce ne sono tanti determinati e motivati, che incomincino a dialogare e mettere a sistema informazioni e relazioni da fare confluire in una nuova idea di sviluppo per il Centro Storico che non li veda antagonisti tra di loro ma protagonisti di una fattiva progettazione di interventi mirati. Il progetto di arredo urbano, il progetto di riqualificazione delle facciate, il progetto di recupero delle botteghe pone il borgo in un quadro di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Tant’è che recentemente “il Mattino” ha indicato il Borgo al primo posto dei quartieri di Napoli in cui investire per i potenziali margini di incremento dei prezzi. Il progetto di rilancio commerciale In merito al rilancio commerciale di seguito sono indicate le azioni che si stanno perseguendo: 1. servizi per il miglioramento dell’efficienza logistica ed operativa del Consorzio; 2. investimenti finalizzati alla promozione delle attività svolte dal Consorzio; - realizzazione di reti informatiche, acquisto di server e di software per la gestione informatizzata delle attività - attivazione di una fidelity card - realizzazione di strutture permanenti dedicate all’attività di animazione promozione del territorio - studio di campagne promozionali finalizzate alla promozione di attività e/o manifestazioni volte a far conoscere i beni prodotti ed i servizi offerti dalle imprese aderenti al Consorzio - studi, indagini e ricerche finalizzati all’acquisizione di conoscenze specifiche e di importanza strategica per lo svolgimento dell’attività consortile 3. opere finalizzate ad agevolare l’identità del Consorzio sul territorio - installazione di cartellonistica e segnaletica informativa - installazione di opere di arredo fisso strumentali all’informativa delle iniziative del Consorzio, quali luminarie (anche se removibili), bacheche, totem, multimediali, impianti video - installazione di insegne artistiche e tende esterne agli esercizi solo se rispondenti ad una logica di sistema (omogeneità di morfologia, materiali, colore, ecc) e se richiesti da almeno il 60% delle imprese consorziate per un riordino ed una qualificazione dell’immagine degli assi e degli spazi commerciali oggetto dell’intervento di riqualificazione da parte dell’Ente pubblico 4. opere ed acquisti volti al miglioramento della fruibilità dell’area da parte degli utenti. - Realizzazione o ampliamenti di parcheggi pertinenziali a servizio degli operatori e degli utenti del Consorzio e relative pertinenze di collegamento con la viabilità pubblica; - installazione di arredo fisso strumentale al miglioramento operativo ed estetico delle infrastrutture viarie sulle quali opera il Consorzio, quali portabiciclette, panchine fioriere; Come detto in precedenza il problema fondamentale della commercializzazione del consorzio è legato a varie problematiche: - L’apertura di centri commerciali e di gioiellerie, anche di buon livello, in provincia e nei centri commerciali - La difficoltà di sosta e di raggiungimento del Borgo Orefici - Un generalizzato impoverimento delle famiglie, a seguito dell’ingresso dell’euro che ha condotto ad una riduzione degli acquisti di beni di lusso, specialmente tra le classi medio-basse della provincia che sono stati da sempre i clienti del Borgo - La settorializzazione del Borgo in un contesto in cui gli altri settori commerciali quali i tessuti di Piazza Mercato hanno progressivamente chiuso. - Una recrudescenza della criminalità Il Consorzio in questi anni ha cercato di tenere alta l’attenzione sul Borgo, sviluppando iniziative periodiche, anche in momenti particolarmente difficili per la città. Oggi con il Piano di recupero urbanistico sostanzialmente concluso si può guardare ad un Piano organico di rilancio commerciale basato sui seguenti target: - i clienti della città - i clienti della provincia - i turisti La possibilità di recupero dei clienti della città e della provincia è legato a fattori esterni: - realizzazione di parcheggi. Per ora il Consorzio ha firmato due convenzioni con i garage presenti nell’area e si è attivato per la realizzazione di un parcheggio all’interno del porto proprio di fronte al borgo. - Facilità di accesso alla città: i lavori di sistemazione di Via Marina, l’apertura della stazione della metropolitana di Piazza Nicola Amore, la riqualificazione di Corso Garibaldi strada di congiunzione con la stazione ferroviaria e della stazione della circumvesuviana, sono i fattori di facilitazione per il raggiungimento dell’area - Messa in sicurezza dell’area: i problemi endemici legati alla microcriminalità e alla criminalità organizzata rappresentano fattori di criticità per l’area del Centro Storico. Il Consorzio ha organizzato un sistema di vigilanza privata ed è oggetto di un intervento di telecamere attive con la Questura. Il problema però va contestualizzato in un ambito territoriale più ampio per cui il sistema di sicurezza e di ripristino della legalità va coordinato con le forze dell’ordine e con le Istituzioni - Recupero delle aree circostanti per la ricostruzione di un polo delle cerimonie. Su questo il Consorzio sta collaborando tramite i suoi tecnici per velocizzare il recupero delle botteghe tessili di Piazza Mercato per poter poi lanciare una campagna di comunicazione mirata. I fattori interni a cui è legato il rilancio commerciale del borgo, invece sono : - presenza nei negozi dei consorziati di grandi marche e gioielli artigianali - gestione e funzionalità delle aree pedonali con la realizzazione di un calendario di eventi periodici - campagne di comunicazione mirate. “Vieni al borgo perché trovi dai grandi marchi all’artigianato di qualità” Per fare ciò è necessario che nelle vetrine dei gioiellieri ritornino i gioielli napoletani realizzati dagli artigiani del Consorzio. E’ proprio per tale motivo che il Consorzio tramite l’ABO Service si è reso promotore della realizzazione delle linee consortili che saranno promosse e pubblicizzate come oggetti unici ed esclusivi. “Vieni al borgo perché è un posto dove avrai occasione di passeggiare piacevolmente per le stradine dove da otto secoli gli artigiani continuano a realizzare gioielli unici” Si ritiene opportuno che dopo aver ottenuto una pedonalizzazione che ha fatto nascere o riscoprire angoli e spazi suggestivi è assolutamente necessario che il Consorzio intervenga con una seria politica di gestione dell’area Per fare ciò è necessario che il Consorzio definisca un calendario di eventi mensili che diventi occasione abituale di passeggiata a prescindere dall’acquisto del gioiello, ma dove l’acquisto del gioiello sia una normale conseguenza della venuta. Per fare ciò è necessario che si attui una corretta gestione degli spazi basato da una parte dal non sostare o circolare con i motocicli nelle aree pedonali e dall’altra incentivi un’occupazione degli spazi pubblici da parte di bar e ristoranti con decoro e qualità. A tutto ciò si possono aggiungere campagne periodiche come “la fidelity card”, “il gioiello assicurato” “il regalo di un viaggio per gli acquisti superiori a € 500,00”, campagne per San Valentino, per l’8 marzo, per Natale, e così via. Per non dimenticare il progetto “L’Oro del Mediterraneo che per i prossimi sei anni renderà il borgo centro espositivo dei gioielli del mediterraneo” Il progetto di rilancio commerciale passa anche attraverso ulteriori messaggi. Il primo è che il consorzio nel 2009 è stato certificato per la qualità. Ciò significa che tutte le aziende del consorzio saranno certificate ISO9001 dal primo istituto di certificazione europeo il CSQ: i commercianti per la qualità del servizio e gli artigiani per la qualità dei processi produttivi e dei prodotti. Il progetto di studio delle tipologie delle aziende è durato un anno ed oggi siamo pronti per partire. E’ la prima volta in Italia che un consorzio riceve una certificazione di qualità che mette in qualità anche tutte le aziende. Ciò significa che il Marchio Borgo Orefici diventerà un vero e proprio marchio di qualità ISO 9001 i cui contenuti sono indicati all’interno di un disciplinare a cui tutti i consorziati si devono attenere e che sarà pubblicizzato attraverso una campagna di comunicazione al pubblico. Il disciplinare conterrà anche le norme etiche e di comportamento degli artigiani e dei commercianti nel rispetto delle leggi vigenti, il cui mancato rispetto costituirà motivo di perdita della certificazione e anche espulsione dal consorzio L’impatto di una comunicazione che sia basata su principi di deontologia etica, qualità professionale e di qualità del prodotto e del servizio si ritiene che sarà un fortissimo strumento di fidelizzazione della clientela. “Cerca le aziende del Consorzio Borgo Orefici, il primo consorzio certificato in qualità” Il target dei turisti, invece, deve essere canalizzato secondo principi di creazione di circuiti turistico-culturali basate su due direttrici: - il circuito delle chiese e dell’arte sacra - il circuito storico del Borgo e dell’artigianato In questi anni si è attuata una sperimentazione nell’ambito del Maggio dei Monumenti con visite anche teatralizzate che hanno riscosso un notevole successo, grazie soprattutto alla bravura dell’associazione Nartea. Tali itinerari diventeranno elemento stabile di fruizione del borgo. Lo studio di fattibilità, in via di ultimazione, definirà target e i tempi di permanenza dei turisti. Non appena pronti i pacchetti saranno presentati ad una selezione di agenzie di viaggio e di compagnie di navigazione per la definizione degli accordi commerciali a partire dalla primavera del 2010. Un primo lavoro si è iniziato con la Luise, società che gestisce gli attracchi dei Panfili a Mergellina. Ultimo progetto che è strategico per il borgo e che solo per problemi sull’affidamento dell’immobile non è stato ancora realizzato è il Museo dell’arte orafa, che doveva nascere all’interno della Chiesa di S. Maria in Cosmodin. Ad oggi l’Assessore al Centro Storico ha rinnovato l’impegno per la definizione del contratto di comodato con l’Arcidiocesi di Napoli, proprietaria dell’immobile, per l’affidamento della Chiesa al fine di poter realizzare i lavori di restauro e di funzionalizzazione a museo. Il consorzio da parte sua sta lavorando per velocizzare la realizzazione di tale progetto in quanto la creazione di uno spazio museale prestigioso in cui presentare in reale ed in virtuale la storia del Borgo e delle sue produzioni sarà un ulteriore attrattiva per il borgo. Il progetto di salvaguardia dell’artigianato e della tradizione orafa Il progetto di salvaguardia dell’artigianato si muove su più direttrici - mantenere le aziende storiche artigiane del borgo attraverso la realizzazione di linee consortili e favorendo l’internazionalizzazione; - favorire la nascita di nuove imprese tramite la scuola orafa e l’incubatore di imprese In merito al primo punto il Consorzio si è posto il problema di come mantenere in vita la tradizione orafa dando nuovo stimolo alla commercializzazione. Per tale motivo sono stati attivati i seguenti progetti: anno 2006: il consorzio insieme agli altri consorzi orafi della Provincia di Napoli, nell’ambito del Progetto P.L.A.I.T. ha realizzato una prototipazione di gioielli borbonici. Il progetto, la cui curatrice scientifica è stata la prof.ssa D’Arbitrio ha portato alla realizzazione di prototipi di gioielli che partendo dai quadri delle regine borboniche presenti nei musei di Capodimonte, la Certosa di San Martino ha portato alla realizzazione di disegni che sono diventati gioielli. Il Progetto rappresenta un forte stimolo alla ricostruzione del ruolo del Borgo Orefici nel Regno di Napoli tant’è che il consorzio intende realizzare una linea con tali gioielli ed altri che possono essere realizzati in futuro. Nell’ambito di questo progetto la Prof.ssa D’Arbitrio ha realizzato una pubblicazione “L’Età dell’Oro: il Borgo Orefici e i maestri orafi nel Regno di Napoli” che è stata presentata il giorno 13 dicembre 2007 a Palazzo Reale di Napoli. anno 2007: il consorzio ha realizzato la prima linea consortile di gioielli pompeiani certificati dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta L’accordo con la Soprintendenza è rivolto allo studio delle tecniche di lavorazione dei gioielli nell’antichità per ritrovare i principi identitari di tali produzioni. Gli artigiani hanno ricevuto i disegni e le foto dei gioielli originali presenti nel Museo. Sono state fatte riunioni, assegnati i modelli da realizzare, discusso sulle tecniche di lavorazione e di rapporti cooperativi per la salvaguardia degli artigiani più deboli, lavorato insieme come mai prima. Ogni artigiano ha realizzato uno o più modelli e si è impegnato nei confronti del Consorzio a non riprodurre i gioielli al di fuori del rapporto con la Soprintendenza. Lo studio e tra gli studiosi della Soprintendenza e i maestri orafi, durato due anni, ha portato alla nascita di una linea di gioielli, in serie limitata di 100 esemplari, che sono la riproduzione fedele di quelli presenti nel Museo Nazionale di Napoli, dove il Consorzio ha ottenuto uno spazio permanente in uso esclusivo per esporre i gioielli. La presenza nel museo rappresenta un’importante occasione di promozione dei gioielli del borgo (800.000 visitatori nel 2006). L’A.B.O. Service s.r.l., in qualità di società di commercializzazione del Consorzio sta definendo un accordo con le società che gestiscono i bookshop di vari musei italiani ed esteri e dal mese di ottobre 2008 i gioielli sono in vendita sul sito www.aureavenus.com e da dicembre 2008 nei negozi del Borgo. Nell’ambito del progetto di riproduzione dei gioielli archeologici la Soprintendenza e il Consorzio hanno iniziato uno studio sugli Ori del Mediterraneo attraverso l’attivazione di una serie di interscambi con i Paesi della riva sud del Mediterraneo. Tale progetto ha avuto inizio con il Ministero dei Beni Culturali della Siria, che ha accolto la realizzazione della mostra “Un Mare di Gioielli” all’interno del Museo Nazionale di Damasco, dove sono esposti le riproduzioni dei gioielli napoletani da Pompei all’800 e dei gioielli archeologici siriani. Essa rappresenta il primo passo verso uno scambio significativo di studi, ricerche e buone prassi, come indicato nelle linee guida del Ministero degli Affari Esteri per le attività degli Istituti italiani di Cultura che devono essere rivolte alla ricostruzione delle radici culturali comuni dell’Italia con i Paesi del Mediterraneo. L’ipotesi di lavoro verte infatti sulla possibilità di studiare la produzione assiro-babilonese ed ittita, al fine di attivare un recupero delle tecniche di lavorazione e trasferire in Siria le “best practices” realizzate con il Piano di recupero di Borgo orefici e dell’arte orafa napoletana. Partendo da tale sperimentazione si avvierà un lavoro di concerto con gli altri Paesi della Riva Sud. Tale ipotesi di lavoro nasce dal Progetto di Valorizzazione di Borgo Orefici quale centro della tradizione dell’oreficeria mediterranea. Il borgo posto unico al mondo dove restano ancora intatte le radici di antichi e lontani saperi, si candida a diventare laboratorio di studi e ricerche per tutta l’area del Mediterraneo. Si tratta di creare un progetto pluriennale in cui ogni anno si identifica un Paese della Riva sud del Mediterraneo con cui si attiva un percorso per la realizzazione da parte degli artigiani del Consorzio di riproduzioni certificate di gioielli archeologici con studi e ricerche rivolte alle tecniche di lavorazione e che trova la sua conclusione con una mostra da realizzare a Napoli e con la commercializzazione dei gioielli nelle gioiellerie del borgo. Tale attività sarà affiancata ad una concertazione con le aziende artigiane per la definizione dei Paesi Obiettivo su cui investire al fine di creare le condizioni per la partecipazione alle fiere di Settore. E’stata firmata, inoltre, una convenzione con la Soprintendenza di Salerno ed Avellino per lo studio dei siti archeologici di Paestum, Sala Consilina, Buccino e Ponteganano in relazione alla possibilità di realizzare linee di gioielli preistorici, etruschi e grecoromani. Nel 2009 il consorzio ha realizzato “Le Gioie di Hera”, la nuova linea di gioielli realizzata dai maestri orafi del consorzio grazie al supporto scientifico della Soprintendenza ed ispirata a motivi decorativi tratti dalle opere custodite all’interno del Museo di Paestum. La seconda direttrice che si sta perseguendo per la salvaguardia dell’artigianato del borgo, è legata al ripopolamento di artigiani nel Borgo. Tale possibilità è legata a due progetti correlati tra di loro: la realizzazione di attività formative per i giovani ed alla possibilità di creare degli ambiti dove questi ragazzi possano lavorare - in sintesi la creazione della scuola orafa e la realizzazione di un incubatore di imprese. Si ritiene necessario lavorare sulla problematica della salvaguardia dei mestieri e del commercio tradizionale attraverso l’analisi del contesto territoriale per valutare i possibili modelli di sviluppo integrato per la sua valorizzazione in quanto elemento essenziale del territorio. Infatti, solo attraverso la crescita del territorio in cui gli antichi mestieri “a rischio” operano si può evitare il depauperamento del patrimonio di conoscenza e di saperi che tali mestieri conservano, con un ricambio generazionale che si identifichi in una consapevole fiducia delle possibilità lavorative che tali mestieri producono. Tale processo si può realizzare, da una parte, con una corretta politica di sviluppo da parte delle istituzioni pubbliche volta a favorire un’azione integrata (infrastrutture, aiuti alle imprese, ecc.) per una crescita sostenibile del territorio rispetto alle proprie specificità; dall’altra, con la ricostruzione del sistema di trasferimento dei saperi. Questo secondo obiettivo va perseguito creando dei percorsi di avvicinamento delle nuove generazioni, partendo dalle scuole medie e passando per gli istituti tecnici ed artistici, anche alla luce dei nuovi strumenti di formazione lavoro, apprendistato, etc.. In tal modo si può mirare ad una forte azione di recupero della dignità sociale delle nuove generazioni. Per tale motivo il consorzio si è accreditato alla Regione Campania come scuola di formazione, tra mille difficoltà vista la mancanza di spazi al borgo sufficienti per soddisfare i rigidi parametri logistici richiesti dalla Regione, ed ha incominciato a presentare progetti di formazione sia per disoccupati che per i titolari ed i dipendenti delle aziende nonché ha iniziato un lavoro di sensibilizzazione con le scuole presenti nel Centro Storico come l’Elena di Savoia, il Casanova o con scuole d’arte come il Boccioni. A riprova della serietà del lavoro svolto in questi anni, il Consorzio è stato nominato capofila del Patto formativo Polo Orafo Campano, progetto per la definizione delle politiche del lavoro e della formazione tra i Consorzi il Tarì, Oromare, Vulcano e la Federazione Orafi Campani. Il progetto è entrato in graduatoria, quarto di 36 progetti presentati da tutti i settori merceologici e da tutte le Province della Regione Campania. In merito alla formazione per occupati il Consorzio ha realizzato corsi di formazione per l’aggiornamento professionale nell’ambito delle seguenti materie: tecniche di vendita, informatica, lingue, gestione aziendale, gemmologia, adeguamento a standards di certificazione di qualità. INCUBATORE D’IMPRESE: LA BULLA Il secondo fabbisogno da soddisfare per il ripopolamento delle imprese artigiane è quello di creare le condizione affinché questi ragazzi possano trovare un ambiente protetto in cui avviare il lavoro a costi minimi. Dallo Studio di Fattibilità del Comune di Napoli è emersa la possibilità di realizzare un incubatore di imprese all’interno del complesso di Sant’Eligio al Mercato, unico immobile nelle vicinanze del borgo orefici di proprietà del Comune che avesse spazi sufficienti. I lavori sono iniziati a metà del 2007 e sono stati ultimati nel gennaio 2009. Il Consorzio ha avuto in comodato d’uso ventennale l’incubatore nell’aprile 2009 con l’obiettivo di accompagnare giovani imprese nella della fase di start up favorendo anche un lavoro consortile legato alla realizzazione di linee di gioielli della tradizione napoletana con il tutoraggio degli artigiani del consorzio e l’assistenza gestionale di esperti settoriali. Dopo i primi 4 anni le imprese incubate saranno aiutate a trovare laboratorio nel borgo e lasceranno il posto ad altre 9 neonate imprese. Da ciò il nome pensato per l’incubatore: La bulla, segno distintivo dei giovanetti nati liberi, veniva portata fino al raggiungimento della maggiore età. La bulla aveva anche valore di amuleto: tra le due valve celava un portafortuna che doveva proteggere il fanciullo. Come la bulla l’incubatore accompagna i giovani imprenditori dalla nascita fino al raggiungimento del momento per essere pronte per andare sul mercato, proteggendole. L‘ottica è quella di ricostruire il modello borgo orefici in un microcosmo in ambiente protetto. Nella parte produttiva sono state previste tutte le fasi di lavorazione: fusione, incastonatura, produzione. Nella parte di servizi sono previsti: design, gemmologia, assistenza fiscale, amministrativa e gestionale. La parte formativa è funzionale all’aggiornamento professionale periodica delle aziende incubate ed a progetti di formazione per il rilascio della qualifica professionale e progetti di inclusione sociale di categorie svantaggiate con particolare attenzione ai residenti del Centro Storico. Le funzioni previste nell’incubatore sono le seguenti: 1. centro servizi 2. scuola di formazione 3. laboratori La struttura organizzativa dell’incubatore è tale da garantire la completa autosufficienza rispetto alle funzioni dell’intera filiera orafa.
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