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 PremessaNapoli è un’incredibile città dalle meraviglie per chi sa coltivarela fiamma della curiosità e della cultura; ha un’anticatradizione artistica che offre testimonianza di sé su tutto ilterritorio, ed è conosciuta in tutto il mondo.Non tutti sanno, però, che il cuore di questa tradizione dasecoli, è tramandata in una piccola circoscritta zona dellacittà nel centro di Napoli che, con un ormai improprio vocabolo,è ancora chiamata “borgo”.È il borgo Orefici, posto tra l’affollatissimo Corso Umbertoe la via Marina.È veramente incredibile come una categoria di artigiani,privilegiati per la verità, nei secoli dalle Autorità che hannogovernato Napoli per via delle materie di cui essi si servonoper realizzare le loro opere d’arte, abbia saputo gestire datanto tempo un preciso territorio mantenendo in esso unaspecificità artistica e commerciale.Margherita Calò, storica dell’Arte dedita all’insegnamentonelle scuole pubbliche ma non solo, ci accompagna con questosuo scritto nel viaggio temporale che questi artigianihanno saputo percorrere dal XIII secolo ad oggi, aprendorapporti culturali e commerciali con le classi dirigenti dellacittà, del regno di Sicilia, del regno delle Due Sicilie, delViceregno e del regno di Spagna, del regno dei Borbone, deiNapoleonidi, dei Savoia e della Repubblica Italiana, inventando,rinnovando e rielaborando i linguaggi artistici di settore,variando le materie prime dell’oreficeria, imponendocostantemente, all’attenzione del mondo, le creazioni e lacreatività di questa città, mantenendo un primato che nemmenoi moderni empori commerciali dell’oreficeria hanno saputosottrarre.E, ci fa sapere la Calò, gli Orefici di Napoli si sono direcente rinnovati anche nella organizzazione riunendosi conaltri commercianti ed artigiani, a formare un’Associazionedel Borgo, dalla quale è derivato, a modello dell’AnticaCorporazione, il Consorzio Antico Borgo Orefici, in grado dicontrattare commercialmente a tutti i livelli e di impegnarepoliticamente Regione Campania, Provincia e Comune diNapoli nell’abbellimento metropolitano dell’arredo urbanodel borgo e nell’appoggio concreto nelle iniziative culturaliper lanciare il borgo in Europa e nel mondo. Prof. Elio Notarbartolo 1. La nascita del Borgo 2. Lo sviluppo nel Medio Evo 3. Gli splendori del Rinascimento Il Vicereame 4. Il XVII secolo: le meraviglie dell’oreficeria Barocca napoletana 5. Carlo III di Borbonee la Napoli del 1700 6. Il Real Laboratorio di San Carlo alle Mortelle: pietre dure, cammei e coralli 7. L’800: Napoleone; i Borbone; i Savoia 8. Il 900: un secolo di grandi cambiamenti 9. Il Consorzio Antico Borgo Orefici
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