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1° CLASSIFICATO Massimo Canzio Trevisan

arch. Massimo Canzio Trevisan
Padova

Nell'ideazione degli elementi previsti dal Concorso, la prima(ovvia) considerazione era che essi dovessero “fare sistema”, checioè per la similarità di materiali e caratteristiche formali essidovessero essere ben riconoscibili, e che, disseminati in vari sitientro il perimetro del quartiere, fornissero una sorta di “filod'Arianna” che li collegasse in un itinerario coerente, guidando ilvisitatore durante i suoi spostamenti.Pensando, poi, ai varchi d'accesso al Borgo, andava emergendouna serie di vincoli: il forte impatto visivo (la sorpresa) che dovevanoesercitare sul pedone che percorre i marciapiedi lungo ilbordo del quartiere; un certo carattere di immediata evocazionedella vocazione del luogo; la necessità di non ingombrare eccessivamenteil passaggio delle strade (atteso che molte di quelle da“arredare” con i varchi, anche nel progetto di riqualificazione,sono a traffico veicolare); la necessità che gli elementi da realizzarenon introducessero nel contesto, semplicemente, un disturbo.Si tratttava di contemperare visibilità e discrezione, semplicità delmessaggio ed efficacia comunicativa, oltre che facilità costruttiva edurevolezza.La nostra proposta prevede che i varchi siano marcatida quinte, da addossare ai muri, realizzate con due lamiere (traforateal laser) piegate secondo l'angolo della via dove andrannocollocati, illuminate all'interno e poste su uno zoccolo zavorrato.Il tema del traforo interessa entrambe le lamiere ed è stato ideatodisegnando degli anelli che si sovrappongono ed intrecciano in modo casuale, volendo alludere sia al gioiello-anello in quanto taleche alla catena derivata dalla sequenza di più anelli. Le forature, dalamiera a lamiera sono sfalsate, in modo che, casualmente, attraversola prima si intaveda il brillio della seconda, ed attraverso questail colore delmuro cui sono addossate (il colore del “contesto”).La prima scelta prevedeva l'utilizzo di ottone ed acciaio inox perle due superfici, per la diretta memoria che veicolavano dei duemateriali nobili lavorati nel quartiere (oro ed argento). Si è peròoptato alla fine per l'acciaio inox e la lamiera di acciaio corten, inragione della problematica resistenza agli agenti atmosferici dell'ottone lucido che, pur verniciato, nel tempo si ossida e non parendougualmente valida una lamiera colorata.L'acciaio corten (che pure va preventivamente trattato per evitarecolature di ruggine sulla pavimentazione stradale) ha dalla sua unaspetto “vissuto”, che ci sembrava particolamente adatto al contestostorico in cui gli elementi andavano inseriti (si dà, tuttavia,nella tavola 3 un esempio di quinta realizzata in ottone-acciaio,come opzione da valutare eventualmente).Nell'ipotesi formulata, la lamiera anteriore è in corten (da 3mm),totalmente traforata e saldata ad un telaio perimetrale pure in corten(ottenuto piegando una lamiera a “C”). La lamiera posterioreè in acciaio inox lucido da 3mm(finitura BA), pure saldata ad untelaio perimetrale, ed è parzialmente traforata, poiché le estremitàsono integre e riportano il “logo” del Quartiere “Borgo degliOrefici”. Questo è realizzato ritagliando al laser le lettere su lastradi alluminio anodizzato argento, successivamente incollate allalastra in inox. Le due lastre sono distanziate di circa 10 cm e l'ingombrocomplessivo del marciapiede è, in profondità, di 18 cm.La pesante base in lamiera dà la necessaria autoportanza all'elementoa “L”. Quando invece le lamiere formano, per le necessitàdel sito, un angolo ottuso la stabilità è minore e bisogna pensare ad un ancoraggio alla pavimentazione stradale. Le due lamieresono collegate superiormente da tubi in acciaio e da una lamieraorizzontale che protegge l'apparecchio di illuminazione.Lo stesso principio della quinta a “L” si adotta per quegli elementi,derivati dall'accostamento di due parti elementari, chesegneranno l'ingresso al Quartiere in posizione isolata e si presentanocome prismi autonomi (ci è sembrato possibile solo perla Via Marramorra, e per le Vie Capocci e Troya dal lato di ViaMarina). In entrambi i casi è prevista la possibilità di illuminazionedall'interno, con effetti suggestivi che valorizzano il traforodelle lamiere ed il gioco di brillii dell'inox, proiettando chiazzeirregolari di luce sui marciapiedi. Per quanto riguarda la progettazionedei pannelli informativi e delle frecce segnaletiche, cisi è attenuti all'utilizzo dei materiali precedentemente selezionatie alla misura in altezza (208 cm) prevista per le quinte. Si èdeciso di puntare (per evitare la moltiplicazione di sagome eforme, con perdita di efficacia delmessaggio) su un solo elementodi sostegno –una colonna in acciaio corten da 8 x 20 cm- chepotesse portare sia i pannelli che le frecce. La colonna ha unbasamento formato da una piastra in lamiera da 1 cm e puòessere fissata a terra o per mezzo di tirafondi (annegati in un piccoloplinto di cemento) o permezzo di un puntale affondato nelterreno per circa 60 cm. Sul fusto è riportato sempre il “logo” inalluminio e da esso, a bandiera, sporgono il cartello informativoo le frecce (o entrambi). Quanto al cartello informativo, esso èpensato rotante su due cerniere, inmodo che anche se il supportoè accostato al muro, esso possa essere agevolmente ispezionato.Formato da un robusto telaio in acciaio inox, ha una corniceperimetrale (pure inox) che contiene il cartello vero e proprio(un pannello in materiale plastico traslucido, bianco latte, serigrafatoe fissato al telaio con nastro biadesivo). La cerniera delcartello ha un fermo in modo da non poter ruotare accidentalmente.Il pannello è illuminato dall'interno: nel particolare allatavola 2 si ipotizza l'utilizzo di tubi fluorescenti o di moduliLED (in questo caso il trasformatore potrebbe essere alloggiatonella base della colonna).Le frecce sono formate da una semplice lamiera inox cui è saldatauna staffa che si fissa con viti alla colonna in corten. Sulla lamieraviene stesa una pellicola autoadesiva stampata (o serigrafata) conle necessarie indicazioni. Quanto alla postazione multimediale,quella proposta ricalca da vicino un elemento in produzione (dellaDitta tedesca “Friendlyway) con alcuni ritocchi alla carrozzeria inmodo da sottolinearne l'appartenenza alla famiglia dei precedentielementi-segnale: si tratta di un semplice parallelepipedo, con unampio schermo tipoTouch screen, caratterizzato dalla compresenzadel corten e dell'inox, con l'applicazione del solito logo. Lacompatibilità in altezza dei diversi elementi permette di comporliliberamente, secondo configurazioni variabili in base alle esigenze,conservando tuttavia all' insieme un aspetto di unità ( se ne dàqualche esempio nella tavola 3).Un elemento connotante delle proposta doveva essere la graficadei cartelli. Nell'elaborare la nostra proposta si è preso spuntodalla grafica elegante del sito “Borgorefici”: si è infatti consideratoche essa già costituisce elemento connotante il Consorzio e che èpiù “naturale” per il visitatore del sito ritrovarla poi sul posto, purin altre declinazioni.Si è anzitutto imitato il carattere utilizzato per il nome delConsorzio (non avendo rintracciato esattamente il font utilizzato,si sono impiegati font simili, il “Bolton” per il Logo “Borgo degliOrefici” che troviamo sui sostegni e sulle quinte, ed il “Cataneo”per le parti scritte sui cartelli). Si è poi largamente fatto uso delverde che nel sito si utilizza come sfondo (RGB 94/100/66),accoppiandolo, per gli sfondi delle parti scritte ad un tenuecrema(RGB 237,237,208). Nella grafica dei cartelli, sempre a sottolinearela continuità di un unico progetto grafico, si è fatto usoanche dell'immagine che, nel sito web, accompagna il nome delConsorzio (essa, come nel sito, potrà variare a seconda del contesto).La pianta del quartiere è campita nello stesso verde oliva; unpallino rosso indica la posizione in cui ci si trova e rimanda direttamenteal testo scritto posto superiormente.Anche nello schermo della postazionemultimediale ritorna, almenonella schermata iniziale, una fotografia dei luoghi (quiPiazzetta degli Orefici) virata in verde; i tasti, dalla forma articolata,sono sempre giocati su colori in una gamma di verdi. Quantoalle frecce, esse sono basate su una geometria elementare in mododa valorizzare il messaggio che veicolano (piuttosto che ilmedium): sullo sfondo verde campeggiano, a seconda delle indicazioni,o semplici icone di facile riconoscibilità o scritte (in crema e caratteri Cataneo).


   

 
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