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3° CLASSIFICATO Leopoldo Repola, Massimiliano Muscio

archh. Leopoldo Repola, Massimiliano Muscio
Napoli

Il concept Ciò che si propone è un insieme relazionato di eventi sottoforma di“immagini” di architettura. Gli elementi progettati gettano unponte tra l’effimero delle architetture del settecento napoletano, trale scale sanfeliciane, complesso gioco di pieni e vuoti, ombre e luci,tagli come esplosione di fuochi nello scuro del cielo, tra le scenografiedelle feste di piazza così sospese in un tempo irreale, e l’universoonirico delle nuove tecnologie in cui far brillare mondi possibili.Attualmente il Borgo appare come uno scrigno, un raggruppamentodi edifici non caratterizzati e conclusi dalle tre grosse vie che loingabbiano, esso appare come il negativo residuale dei flussi veicolarie umani che anonimamente si consumano tagliandone il volume.La “finta” cortina tardo ottocentesca degli edifici del Corsoammutoliscono il tessuto viario antico che si snoda alle sue spalle;dall’altro lato viaMarina ispessisce il già profondo taglio tra la cittàe il mare, quasi a voler rafforzare l’immagine violenta dei capannonidel porto; via Duomo stancamente si trascina oltre i “QuattroPalazzi” lambendolo in silenzio.Di notte, forse solo di notte, quando tutto è fermo il Borgo emergecon più forza, come se la massa scura delle ombre profonde checontiene lo unisse al dedalo degli interminabili vicoli di Napoli, nepartecipa ai flussi continui delle vite, ammucchiate, presenti. Gliedifici in decadenza acquistano una nuova dignità di “vuoti”, di saltid’ombra, e i palazzi in calcestruzzo armato, disseminati per casosullaMarina, sembrano tagliare lamassa piena nei punti più prossimiin cui gli spigoli sembrano cozzarsi.Sant’Eligio è unmonumento di per sé, alcun progetto ne può condizionareil valore ed alcun progetto ne può rafforzare il ruolo all’internodel tessuto edilizio.Si è considerato retorico qualsiasi riferimento ad esso.Undici varchi come undici accessi di luce nell’agglomerato delcostruito, anch’essi semplici tagli, lamine d’oro da cui far partire“masse” di luci non uniformemente proiettate sulle superfici, maviolentemente deflagrate nel vuoto delle strade, di alcune strade cosìda rafforzare il contrasto già esistente tra i chiaroscuri delle vie. Laluce entra con violenza lungo le direttrici segnate dai varchi individuatidal bando di concorso, taglia le facciate degli edifici prospicientile vie e si schianta sulle cortine diagonali e ortogonali ad esse,per poi riverberarsi nelle altre vie più buie. Un tracciato di lineetaglia il selciato, processione di lucerne dal suolo di Napoli, esasperatamenteallineate come nessun volo di anima, e conducano altroveo in nessun punto, cadono fuori o dentro,ma in ogni caso si raccordano,si ridanno ad un’altra traiettoria, attuale o reale.Sbuffi di luce tracciano il cielo come se fossero di vulcano, e non acaso hanno a che fare con i varchi, come se rafforzassero la loro doppiaprocessione, verso il cielo e nella profondità del tufo.In alcuni “punti” le direzioni, sfiorandosi, si ridefiniscono tracciandodei luoghi in cui la luce si rafforza nelle sue dimensioni e determinaforme ologrammatiche nello spazio, non importa se in prossimitàdel piano della strada o se sospese nel vuoto alto delle strade,per mezzo di tralicci sospesi, tutto partecipa all’evento della lucecome in una festa del settecento.Qui il visitatore è incluso nell’avvenimento, vi partecipa interagendoattraverso postazionimultimediali che aprono lamanifestazionedelle forme al gioco della loro permutazione. Attraverso rimandi epercorsi gli schermi posti a ridosso delle botteghe raccoglieranno gliindizi degli eventi di luci e condurranno l’ospite in un viaggio tra gliartigiani e nella profondità dei loro luoghi e del loro fare. Gli schermi-finestre, a loro volta, racconteranno i gesti antichi dei maestriorafi e li proietteranno nello spazio e nelle vie del Borgo, e da qui inuna rete di collegamenti aperti verso i megaschermi retroproiettatidisposti lungo via Marina, e ancora verso altri posti, città, fiere obotteghe. I contenuti proiettati non dovranno essere direttamentelegati alla bottega vicino a cui è posto lo schermo, il gioco dei rimandipotrebbe coinvolgere i visitatori nella scoperta di un artigiano, diuna forma o di un oggetto, piuttosto che di un altro, alla ricerca diun percorso tra le forme, tra le storie che sedimentano l’antica arteorafa e il suo Borgo.Pannelli interattivi traccerebbero direzioni verso luoghi, cose epersone, in maniera personalizzata per ciascun ospite, infatti undispositivo elettronico, precedentemente assegnato, registrerebbela posizione della persona, il percorso effettuato, i quesiti rivolti aipannelli e alle postazioni, particolari esigenze, ed individuerebbesoluzioni, tragitti alternativi, emergenze architettoniche, botteghee così via. Il riconoscimento da parte del visitatore delle informazioniad esso rivolte avverrebbe per mezzo di scritte e frecce di undeterminato colore, corrispondente ad esempio allo stesso congegno,che apparirebbero al suo entrare in un area di prossimità aipannelli. Questi ultimi sarebbero programmati per gestire anchequantità di dati in simultanea per mezzo di più finestre di dialogoe interfacce di accesso a database relazionali continuamenteaggiornati. Si realizzerebbe così una rete interattiva di accesso alBorgo, agli artigiani, ai prodotti, alle ricerche, capace di coinvolgeregli ospiti in una fruizione integrata, ossia capace di correlareinformazioni commerciali a notizie storiche o riguardanti particolarieventi. Di giorno gli ologrammi e le traiettorie dei fari intercetterebberoi flussi delle arterie principali che tagliano il Borgodalla città; di sera le strade si aprirebbero agli eventi complessidelle luci tra le pieghe nascoste e feconde delle antiche vie; unanuova fruizione dei luoghi arricchirebbe il valore delle visite.
Il progettoLa proposta di progetto presuppone quindi la volontà di spettacolarizzareil contesto urbano del Borgo, fatto di geometrie irregolarie volumetrie complesse luogo di tensioni tra antico e contemporaneoancora irrisolte. Nasce ancora dall’input del bandoconcorsuale di valorizzare l’artigianato locale di maestri internazionalinoti ai soli addetti ai lavori e non “rivelato” al di fuori diquella cortina, fisica e concettuale, poco permeabile di cui sidiceva prima. Le possenti luci del borgo adesso non sarebberovisibili soltanto alla città di Napoli, ma diventerebbero riconoscibilia chilometri di distanza.Il modo, i metodi e le tecnologie attraverso le quali si è procedutocondividono fini comuni: l’immaterialità attraverso l’uso della luce,il colore dell’oro e il caleidoscopio dei cristalli che rievoca il diamante; la flessibilità e la modificabilità attraverso l’uso di struttureassemblate in acciaio o vetro; l’adattabilità a futuri contenuti chepotranno implementare il progetto; lamultimedialità e l’interattivitàattraverso l’information tecnhology.Quest’ultima nonmeramenteossequiosa di una tecnocrazia fine a se stessa ma capace di fornire ilvalore aggiunto necessario ad un progetto di architettura come questoche non voglia essere soltanto un’operazione dimaquillage senzacontenuti.La complessità della contemporaneità non permette alle persone diaccedere a tutte le possibili informazioni; sono le informazioni chedevono muoversi tra i loro fruitori componendosi nella manierarichiesta, seguendo le necessità dei singoli individui.Considerando le aspettative del bando concorsuale sono stati sviluppatidifferenti elementi illustrati nelle tavole di progetto fortementecaratterizzati ma integrati in un tutt’uno olistico nel quale la partenon ha motivo di esistere se non relazionata al suo tutto.Gli Elementi1. Monoliti. Portalimultidirezionali comemacchine di luce, ingressodalla città verso il Borgo in corrispondenza dei varchi;2. Percorsi luminosi in interazione che inglobano lo spazio in direzionisempre aperte e rivolte agli assi del Borgo;3. Pannelli informativi/frecce per la segnaletica, interattivi cometracce di percorsi tra gli eventi possibili;4. Finestre di intraproiezione e di informazione come finestre sulleproduzioni del Borgo;5. Torri layers retroproiettate, megascreen multimediali comesquarci sul borgo dalla viaMarina;6. Postazioni multimediali e macchine da ologrammi, sospesioppure all’interno delle piazze come varchi per esperienzemultidimensionale;Le tecnologie e le strutture1 I monoliti, elementi deputati a diventare “identificativi dei limitistorici del borgo”, hanno una dimensione di 11metri in altezza eduna sezione rettangolare di 80x40 cm. Elementi snelli, svettanti,posizionati singoli o doppi sui varchi, recano a tutto campo lascritta del luogo che vogliono rappresentare.Sono realizzati da una reticolare in acciaio saldata, autoportantee completamente prodotta in fabbrica, portata in loco a mezzoautotreno sfruttando la presenza di Corso Umberto e viaMarina. L’aggancio è realizzato su plinti in cls opportunamentepredisposti (cfr tavole di progetto) che contengono i tirafondi suiquali verrà fissata la base della struttura (al di sotto del livello strada).Il rivestimento metallico di finitura color oro (con un particolaretrattamento per la scritta realizzata sulla stessa superficiedei pannelli) della geometria indicata nei disegni, sarà agganciatoa secco a mezzo avvitatura per poter essere facilmente smontabilein fase dimanutenzione.Tutti gli elementi sono zincati peril trattamento anticorrosione. All’interno trovano alloggio: unalampada a testa rotante con luce allo xeon posizionata sulla testadella reticolare interna e saldata a mezzo piastra di acciaio; quattrofari agli ioduri metallici direzionati sul fronte retrostante perl’illuminazione architetturale, a colori cangianti oppure a lucebianca, delle facciate degli edifici prospicienti.2. I percorsi luminosi sono realizzati da semplici led a luce bianca omulticolore posizionati al livello del piano stradale. Ognuno diessi parte da un varco e quindi da un monolito e si intreccia neldedalo di percorsi cittadino. Considerando la dimensione deglistessi è ipotizzabile una loro semplice allocazione sulla superficie(nel caso di parziale o totale pedonalizzazione delle aree) o all’internodi appositi vani (della sezione di pochi cmq vista la ridottadimensione delle componenti) ricavati nella sezione del basolato.N.B.Tutto il sistema illuminotecnico, collegato via cavo nel sottosuolo,potrà essere controllato da una centralina di comando dislocatain uno qualsiasi dei locali all’interno degli edifici del borgo inmodo tale da poter gestire, in occasioni particolari, veri e propri“spettacoli di luce”.3. I pannelli in vetro funzionano sia da pannelli informativi sia dafrecce per la segnaletica. La struttura è semplice. Una lastra divetro antinfortunio (non si frantuma ma si lesiona) costituisce il“tramite”.Una colonnina in acciaio satinato, che ingloba un ulteriorealloggiamento per l’impiantistica, contiene un mouse pad ed una cloche per orientarsi sui contenuti ed interrogare il sistema.Sulla semplice lastra trasparente verranno proiettate le informazionicercate sotto forma di: frecce direzionali; modelli volumetrici;notizie storiche; un microfono consentirà di ottenereinformazioni vocali supplementari. Le informazioni braille sonol’unico elemento a rilievo sulla superficie. Nella parte superioredella struttura sarà indicato il luogo nel quale ci si trova, utilizzandoil pad si potranno chiedere informazioni sui percorsi perraggiungere altre strade o piazze, o per trovere maestri artigianio negozi ai quali si è interessati. Con una semplice penna acquistabilein loco (come si diceva al principio) si potrebbe essereseguiti in un percorso “personalizzato” posizionandola su i differentisupporti dislocati nei diversi punti del tessuto viario.Notizie commerciali e storiche arricchiranno il contenuto delleletture ed un modello volumetrico navigabile con la clocheaumenterà la quantità di dati audiovisivi a disposizione dell’utente.Quanto sopra diventa possibile collegando via cavomouse e cloche con un computer “nascosto” all’interno delmuro, adeguatamente protetto da pannelli di acciaio (accessibilisolo per manutenzione) forati in corrispondenza dei due proiettori.Tutto viene gestito da un software opportunamente predispostoche attinge informazioni ad un database centrale. Icontenuti possono essere continuamente variati e la grafica personalizzatacome accadrebbe su un qualsiasi sistema pc. La lastraviene posizionata ad una distanza dalmuro variabile da 40 a 50cm a secondo delle esigenze per evitare il passaggio di persone(la vicinanza del proiettore non pregiudica la visione dei contenutigrazie all’utilizzo di ottiche particolari). L’eventuale vandalizzazionedella lastra porterebbe alla semplice sostituzione dellastessa con costi irrilevanti salvando sempre i contenuti. In alcunicasi al posto del vetro potrebbero essere utilizzatimateriali trasparentidi piccoli spessori (ad es policarbonato) ipotizzando ilmontaggio/smontaggio giornaliero delle lastre affidato ai singoliproprietari degli esercizi commerciali nella cui prossimità lalastra è posizionata. Naturalmente rispetto alle ubicazioni deipannelli informativi che risultano da progetto le stesse possonoessere aumentate o ridotte di numero al variare delle necessità.4. Le “finestre” di intraproiezione sono dei semplici video al plasmaad alta risoluzione collegati ad una videocamera interna chetrasmette real time sequenze di lavorazione degli oggetti o dellavendita, ecc. Il tutto si conclude all’interno della sezione delmuro appartenente alla bottega che si vuol dotare di questomeccanismo. Un video esterno, un vano tecnico per i cavi, uncomputer ed una telecamera collegati. Il video è protetto dall’esternoda atti vandalici amezzo di una lastra di vetro antisfondamentoaperta nella parte inferiore per consentire passaggio ericambio aria lasciando spazio a possibili interazioni da parte deivisitatori prevedendo punti di ripresa diversa omagari programmidiversi da visualizzare. Naturalmente durante la notte o neiperiodi di chiusura della bottega gli schermi potrebbero trasmetterecontenuti in loop.Oltre ad immagini riprese dall’interno,per esigenze legate alla privacy in particolari momenti dellagiornata oppure permotivi di sicurezza, i video potrebbero trasmetterecontenuti di diverso tipo relativi ad una particolareproduzione orafa, a notizie storiche, ecc. Sulle tavole progettualinon è stata individuata alcuna posizione per quanto riguardaquesti elementi (se ne è fornita soltanto un’immagine in fotomontaggiopuramente indicativa per poter meglio comprenderel’idea) perché la loro diffusione è fortemente legata ai singoliproprietari delle botteghe ed alla loro disponibilità. In tal sensosarebbe come acquistare uno spazio pubblicitario autonomamentegestibile (ma sempre soggetto a norme e regole sullacomunicazione).5. Le torri layers retroproiettate diventano un’estensione concettualedei video dei quali si è detto prima, reinterpretate a livellonon della singola bottega ma dell’intero contesto urbano. Essenascono da una duplice necessità. La prima è quella di arricchireil contenuto di informazioni e la trama di relazioni organizzatadall’intero progetto all’interno del Borgo “aprendosi” versoil fronte delmare. La seconda è più architettonica e tende amitigarel’impatto per nulla positivo che alcune strutture obsolete efatiscenti danno del Borgo dal lato di viaMarina.Le torri layers sono semplici tralicci in acciaio che sostengonouno schermo in tessuto (quindi senza problemi dimensionaliperché realizzato da più parti cucite tra loro come è normalmented’uso fare per le tensostrutture amembrana) lungo50 metri ed alto 8!Piccole torri reticolari retrostanti sostengono i proiettori. Icontenuti da visualizzare potrebbero essere molteplici edandare da slogan di pura fantasia come quelli mostrati nelletavole di progetto a filmati, diapositive, ecc. Pedonalizzandotemporaneamente quel tratto di strada si potrebbero promuovereeventi di qualsiasi tipo, anche cinematografici, utilizzandoentrambi gli schermi in maniera sincronica oppureproiettando in maniera multipla (viste le dimensioni) piùcontenuti sullo stesso schermo.6. Le postazioni multimediali individuate sono tre di cui unasospesa o appoggiata su quello che si è considerato come unodegli assi fondamentali del progetto (uno dei più scenografici) edue al suolo (cfr. tavole di progetto).La postazione che si mostra sospesa (la piramide capovolta) infotomontaggio può essere anche appoggiata al suolo grazie asemplici tralicci reticolari come mostrato nei disegni. Tutte lestrutture sono realizzate da vetro ed acciaio o soltanto da vetroantinfortunio. Piccoli totemdi controllo per le postazioni a terra(cfr i disegni in sezione) consentono ai fruitori di scegliere i contenutida vedere. La particolarità di questi elementi è quella diutilizzare ologrammi di luce 3Dal posto di elementi o proiezionibidimensionali, mostrando gli oggetti secondo proporzionidel tutto simili a quelli reali. Questa tecnologia si basa sull’utilizzodi appositemacchine (che all’interno dei disegni sono indicaticome proiettori e vengono nascoste in opportuni vani tecnici)che proiettano fasci di luce laser su vetro dal cui incrocio sirestituisce un’immagine ottica tridimensionale.Per la struttura sospesa si è scelto di utilizzare un modello reinterpretatoda una macchina (il cheoptics) già esistente e dellaquale si sono fornite anche alcune immagini (che rappresentanoelementi olografici reali e non fotomontaggi come si potrebbecredere). Infatti tale tecnologia che può apparire difficilmentepraticabile è, in realtà, ben conosciuta e già utilizzata in settoricome quello della moda e della comunicazione per mostrare,in un modo decisamente poco usuale, oggetti particolarmenteraffinati nella loro volumetria e plasticità. Quale migliore occasioneallora per presentare forme e modelli di gioielli particolarmenteelaborati? Oppure intere collezioni anche di anni passatiche potrebbero essere scelte dai visitatori in funzione delle loroesigenze?

    

 
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